Ottimizzare il Workplace in 5 passi con ViveLab

Ottimizzare il Workplace in 5 passi con ViveLab
4 aprile 2019

ViveLab è l’innovativa soluzione software che permette di ottimizzare l’ergonomia delle postazioni di lavoro in ambienti industriali, fornendo strumenti di modellazione 3D e di generazione automatica di report in accordo ai requisiti normativi.

ViveLab è usufruibile in cloud in modalità “as a service” ed è accessibile sia da un normale computer da ufficio sia da dispositivo mobile, senza richiedere una connessione Internet ad alta velocità. Ha un’interfaccia grafica intuitiva e non richiede alcun addestramento ergonomico per l’utilizzo.

Grazie alle sue caratteristiche, permette di effettuare in 5 semplici passaggi una valutazione delle postazioni di lavoro incongrue in ambienti industriali e sanitari.

 

1. Monitorare il flusso di lavoro

Il primo passo fondamentale per una valutazione è comprendere in che modo avviene l’attività lavorativa: in che modo gli operai eseguono compiti specifici e quali rischi possono incontrare durante il loro svolgimento.

Questo permette una migliore comprensione di ogni attività dei dipendenti e delle modalità di esecuzione, consentendo di attivare interventi immediati qualora si evidenzino attività a rischio molto elevato.

Questa analisi preliminare è svolta da professionisti in ergonomia che possono essere interni all’azienda o forniti da EnginSoft, partner italiano di ViveLab.

 

2. Simulare il processo lavorativo in uno Spazio 3D

Grazie alle sue funzionalità di visualizzazione 3D e al database antropometrico integrato (che permette di analizzare i soggetti in base all'età, al sesso, alla razza e alla composizione corporea) ViveLab permette di modellare macchine, robot e persone che si spostano in un determinato ambiente fisico.

Il software permette di costruire animazioni complesse da elementi di base del movimento per ricreare il processo di lavoro.

Le diverse parti del corpo dell’avatar del lavoratore possono essere selezionate e spostate o ruotate entro l'intervallo angolare specificato che corrisponde ai reali limiti dei movimenti corporei.

In casi particolarmente complessi o dove è necessario riprodurre in modo estremamente accurato l’attività lavorativa, è possibile eseguire una “motion capture” dei movimenti del lavoratore, utilizzando la tecnologia di tracking 3D Xsens. Grazie a sensori solidali con l’operatore il sistema registra la durata, la posizione, il percorso, il movimento delle parti del corpo, gli angoli chiusi e regola il peso dell'oggetto da spostare.

Le avanzate funzioni collaborative di ViveLab Ergo consentono di condividere online le fasi di simulazione avvalendosi di altri colleghi dispersi geograficamente o di un team di esperti di ergonomia messi a disposizione da EnginSoft.

Si creano. In tal modo, le condizioni per partecipare al lavoro congiunto, proporre misure tecniche, organizzative o specifiche.

 

3. Identificare rischi e incongruità

Il passo successivo consiste nell'identificare tutti i pericoli.

Il motore di analisi di ViveLab permette di evidenziare le criticità e di identificare possibili interventi per riportare la situazione a uno stato di rischio accettabile.

Modificando i parametri è possibile comprendere su quali aspetti intervenire: per esempio minimizzando il tempo legato a specifiche attività, riducendo il numero di ripetizioni di attività lavorative che determinano posizioni incongrue o stabilendo opportune procedure per ridurre la probabilità di incidenti.

 

4. Produrre un report conforme agli standard

A seguito dell’analisi dei dati, ViveLab produce un report in formato Pdf contenente una completa analisi ergonomica della postazione di lavoro.

La relazione evidenzia le posizioni in cui devono essere prese misure ergonomiche per migliorare la qualità del posto di lavoro.

Per adattarsi agli specifici requisiti di certificazione delle diverse aziende ViveLab utilizza sette metodologie di analisi professionali: RULA, OWAS, NASA-OBI, ISO 11226, UNI EN 1005-4:2009, zona di raggiungibilità, diagramma spaghetti.

In particolare, la norma ISO 11226 (Valutazione Ergonomica di posture di lavoro statiche) è quella di riferimento principale in Italia per identificare gli effetti dannosi per la salute dei movimenti forzati causati da un errato design della postazione di lavoro.

Questa norma specifica i limiti raccomandati per le posture di lavoro statiche senza o con minimo sforzo da parte del lavoratore, tenendo conto degli angoli del corpo e dei tempi associati.

 

5. Avviare azioni di rimedio

Il passo finale è di mettere a fattor comune tutte le informazioni apprese dalla simulazione per elaborare policy per ogni specifica attività svolta da un lavoratore, in modo da assicurarsi che i rischi siano mantenuti a un livello minimo.

Ciò può essere ottenuto introducendo soluzioni alternative meno impegnative per il dipendente o che sostituiscono i loro sforzi con l'automazione.

È bene comprendere che non tutti i processi possono essere modificati in modo da non rappresentare più alcun tipo di rischio. Ma si può fare in modo che i dipendenti siano pienamente consapevoli di tali rischi e dispongano di tutte le conoscenze e abilità necessarie per svolgere i loro compiti in modo sicuro.

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